Penso si possa intuire anche dal nome che ho voluto scegliere per l’indirizzo: mi piace cucinare con i fiori. Mi piace sperimentare le trasformazioni dei miei ingredienti, come sono da crudi, come diventano una volta cotti, cosa succede se filtrati. Un’ottima ricetta per questi miei esperimenti è quella degli scones. Di origine scozzese, sono delle focaccine particolarmente soffici e ben poco dolci. Ragion per cui, almeno a mio parere, non vanno consumati da soli. Il primo pensiero di molti sarà di abbinarli alla Nutella. Non discuto, però sperimentate la modalità: rovista, cerca, non fermarti alla prima cosa e troverai l’impensabile. Data la loro origine british, non possono non essere accompagnati da marmellate. Vi consiglio quelle de Le Tamerici, azienda agricola mantovana (io le compro da Carta da Zucchero a Bologna, ma penso le possiate trovare in tea e coffee shop come anche in enoteche che curino anche la parte “solida”). Ieri ho provato albicocca e tè nero, posso assicurare che è ottima! Vanno benissimo anche le marmellate della nonna, basta che siano fatte come si deve. Non abbiate paura di sperimentare abbinamenti che al suono sono poco interessanti. La testa una cosa, la bocca un’altra!
Vi lascio allora con la ricetta degli scones, presa in prestito da Cuocihdicarta
Per circa 10 scones:
- 250 g di farina (bianca o integrale, fine)
- 2/3 di bustina di lievito per dolci (vanigliato o no sta nel vostro gusto)
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio di zucchero (meglio se di canna) NB. se volete farli dolci dolci, mettete un po’ più di zucchero, ma non esagerate: lo scones non nasce come tripudio di zuccherosità
- 2 cucchiai di olio di semi (niente paura, si usa al posto del burro)
- 15 cl di latte (anche di mandorle, di soia.. sperimentate!)
Accendere il forno a 180°. Versare la farina a fontana in una ciotola capiente. Aggiungere il lievito, il sale, lo zucchero, l’olio e il latte. Cominciare a impastare con il cucchiaio; una volta diventato compatto, trasferire l’impasto su un tagliere ben infarinato e continuare a impastare fino a che non risulti sodo. La pasta che state facendo diventa subito molto elastica, ma anche estremamente collosa, per questo è bene che teniate della farina a portata di mano. Stendete il composto facendolo diventare alto un centimetro. A questo punto prendete un bicchiere (o una formina), infarinatene la bocca e ricavate una decina di dischi. Disporli in una teglia imburrata e cuocere in forno per 10 minuti circa. Non devono diventare dorati, almeno secondo la tradizione! Lasciare raffreddare e servire con marmellata e una tazza di tè!
Variazioni: potete aggiungere quello che più vi aggrada: gocce di cioccolato, uvetta, mirtilli… anzi, se avete qualche variante inusuale sono pronta a sperimentarla! Per la variante alla lavanda procedete come segue. Acquistate dei fiori di lavanda non trattati e metteteli nel latte, che farete scaldare, ma non bollire. A quel punto lasciate riposare almeno per mezz’ora. Io ho travasato direttamente nella farina tutto il contenuto del tegamino (fiori compresi), ma il sapore così forse è troppo pungente. A vostra discrezione, quindi, filtrare il latte o meno!
